Il documentario animato – a cura di L.T. Martinelli

novembre 14, 2012

Alla scoperta di un nuovo genere di racconto del reale e dei suoi protagonisti internazionali

Come si può interpretare il crescente interesse verso il genere cinematografico del documentario animato? Perché gli autori scelgono di documentare la realtà con questo particolare mezzo d’espressione? E quali sono le reazioni degli spettatori a questo genere di opere?

Lawrence Thomas Martinelli, giornalista e direttore del festival internazionale DOCartoon, realizza un’inedita indagine sul campo a partire da esempi significativi di documentari animati, autori e film emblematici, documentazione oggettiva come Hit The Floor di Kays Khail, documentario animato tedesco del 2006, esempio di animazione utilizzata per affermare un punto politico, mediante vera informazione (con una puntuale ricerca di dati e fonti) e ricostruzione dei fatti, in assenza di riprese dirette. O soggettiva come nel caso di I met the Walrus di Josh Raskin (2007), documentario visivo sui Beatles ispirato ad una vera registrazione audio d’epoca, che con le immagini animate assume l’originale forma di interpretazione personale di un discorso vero.

Con un approfondimento sul tema del disegno della realtà –  una tendenza sempre più forte del contemporaneo – che comprende sia i documentari animati che i fumetti non-fiction – l’autore illustra una serie di case studies illuminanti nel panorama italiano e internazionale, che ci portano a comprendere il genere nella sua evoluzione ancora in atto.

Procede nell’analisi delle opere degli artisti più rilevanti del settore, italiani e internazionali: Chiara Malta, Fredo Valla, Andy Glynne, Chris Landreth, Hanna Heilborn e David Aronowitsch, Jonas Odell, dialogando con i realizzatori in varie interessanti interviste. Capiremo così le motivazioni che portano a scegliere il cinema d’animazione per documentare la realtà – al posto delle immagini canoniche – il successo di queste operazioni e le potenzialità nel prossimo futuro a venire.

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CHI SONO

Amo sentire raccontare le storie. Per questo motivo sono diventato documentarista e sceneggiatore di film lungometraggi. Qualcuno ricorderà "Il vento fa il suo giro" candidato al Premio David di Donatello per la migliore sceneggiatura e "Un giorno devi andare", regia di Giorgio Diritti. Collaboro con Aranciafilm, Graffitidoc e Nefertiti Film per lo sviluppo di progetti, soggetti, sceneggiature e regie. Ho co-fondato "L'Aura", scuola di cinema di Ostana, nel villaggio di fronte al Monviso in cui vivo. Coltivo l’orto a 1350 metri di quota; raccolgo cavoli, zucchine, porri, insalata, bietole, carote. Zucchine, soprattutto.

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