Convegno AISU 2019 | “LA CITTA’ GLOBALE” La condizione urbana come fenomeno pervasivo

Gennaio 6, 2019

Coordinatori di sessione:

Silvia Beltramo, Politecnico di Torino

Tatiana Mazali, Politecnico di Torino

Fredo Valla, L’Aura – scuola di cinema di Ostana

 

La città globale e la comunità locale raccontate dai media: dal cinema alle app

La rappresentazione contemporanea della città storica è da sempre legata agli immaginari mediali, terreno di cultura “comune” grazie all’universalità dei linguaggi visivi (il cinema) e alla trasversalità dei linguaggi digitali (i digital media, personali, interconnessi).

I media “servono” a ricordare ma anche ad inventare, sono mezzi di raffigurazione per la nostra storia ma anche di costruzione del domani che ci immaginiamo, hanno la funzione di consolidare ed elaborare la memoria delle comunità e di costruire o preservare l’identità locale delle città, sono un terreno di creatività collettiva che può connettere il passato con il futuro.

Da un lato il cinema, luogo delle grandi narrazioni. In molti film di finzione e in quelli documentari, la città non è semplice scenario alle storie narrate, ma è co-protagonista. Città, intese come spazi costruiti, piccoli o grandi, in cui gli uomini sono testimoni di una storia recente o antica. In cui si afferma la volontà di convivere, di coabitare, di condividere, di affrontarsi e confrontarsi. Siano borghi o metropoli, quartieri, periferie o ghetto, le città del

cinema (e della realtà) influiscono sui comportamenti sociali, fanno affiorare storie, miserie, sentimenti, scontri, attese, illusioni, speranze, volontà di riscatto…

Dall’altro lato il digitale interattivo che prende forma nelle app che connettono persone e luoghi urbani e in cui la città è luogo da agire e “performare” per accedere a servizi, fruire cultura, agire la propria cittadinanza. Il digitale, infine, spinge il cinema fuori dal cinema, e lo espande integrandolo nelle architetture urbane: video mapping, mobile art, urban screens definiscono oggi la spettacolarizzazione delle grandi città.

Dunque due linguaggi visivi per due narrazioni diverse. Diverse anche nel consumo. Ma la dimensione visiva non le rende in qualche modo integrabili?

A tutto questo come reagiscono le città? Nell’era dell’interazione digitale dove tutto acquisisce una dimensione esperienziale il sistema dei piccoli centri urbani storicamente stratificati e delle comunità resilienti come si rapporta con la comunicazione e la rappresentazione di se stessa?

Quali città raccontano i media? La dimensione locale o la città globale? Utilizzano mezzi differenti? Le metropoli si raccontano con le app e il digitale e la dimensione locale con il cinema e il documentario?

La sessione vuole ragionare su questi ed altri quesiti che oggi costituiscono tema di dibattito e confronto pubblico, attraverso esperienze, progetti, casi studio che illustrino il mondo dei media in rapporto ai contesti urbani, di diversa scala ed entità, in un dialogo aperto tra realtà di minore e maggiore scala, locali e globali.

In particolare la sessione accoglie contributi su:

– Progetti creativi (cinema, app, mobile art, …) focalizzati sulla dinamica locale-globale, passato-futuro delle città.

– Analisi di racconti delle città e dei piccoli centri attraverso i media.

– Esperienze di recupero della memoria: territorialità e storie di comunità attraverso il racconto visivo.


Le proposte di paper vanno redatte utilizzando l’apposito form e inviate all’indirizzo e-mail dei curatori di sessione nonché a congresso@storiaurbana.org entro il 31 gennaio 2019. Consiste in un abstract compreso tra 1500 e 2500 battute, in cui sono indicati chiaramente nomi, afferenza, indirizzi mail istituzionali del/dei proponenti con un loro breve profilo biografico.


 

SITO AISU

SCADENZA 31 gennaio 2019

CHI SONO

Amo sentire raccontare le storie. Per questo motivo sono diventato documentarista e sceneggiatore di film lungometraggi. Qualcuno ricorderà "Il vento fa il suo giro" candidato al Premio David di Donatello per la migliore sceneggiatura e "Un giorno devi andare", regia di Giorgio Diritti. Collaboro con Aranciafilm, Graffitidoc e Nefertiti Film per lo sviluppo di progetti, soggetti, sceneggiature e regie. Ho co-fondato "L'Aura", scuola di cinema di Ostana, nel villaggio di fronte al Monviso in cui vivo. Coltivo l’orto a 1350 metri di quota; raccolgo cavoli, zucchine, porri, insalata, bietole, carote. Zucchine, soprattutto.

Iscriviti alla Newsletter