Proiezione di “S’Ardia di Sedilo” episodio della serie “Le feste storiche” di Pupi Avati

Gennaio 15, 2026

Corsa rituale a cavallo, l’Ardia (s’Ardia in lingua sarda) si tiene ogni anno a  Sedilo, presso il lago Omodeo, nel centro della Sardegna. 

Teatro di questa liturgia a cavallo  è il santuario campestre dedicato a San Costantino.

Il 6 e il 7 luglio decine di cavalieri si lanciano in una folle corsa in onore del santo. Devozione,  polvere,  sole,  cavalli focosi,  competizione: tutto questo è l’Ardia.

La partenza in cima a una rupe è decisa dal cavaliere che porta la prima bandiera. Con pazienza ed intelligenza sceglie il momento più opportuno ed inaspettato per iniziare improvvisamente la corsa. Lo seguono prontamente le altre due bandiere e le scorte, che con dei bastoni contrastano l’impeto di un centinaio di cavalieri lanciati all’inseguimento dei primi. Corsa violenta, talora tragica, s’Ardia di Sedilo incarna lo spirito del popolo sardo…

Il film documentario, in due parti, coglie attraverso le testimonianze dei protagonisti l’autentico spirito della festa, scevra da ogni folclorismo. Ne indaga la storia, mostra i preparativi, i riti che l’accompagnano,  la partecipazione popolare fino alla corsa dei cavalli lanciati in un folle galoppo.

Film documentario

regia: Fredo Valla

durata: 110 min (2 episodi da 52′ circa)

anno: 2009

per Tv 2000, serie “Le feste storiche”, ideata da Pupi Avati.

davanti al santuario di San Costantino Imperatore
con Gianfranco Mula, prima bandiera dell’Ardia
con Antonello Zanda, direttore della Cineteca

CHI SONO

Amo sentire raccontare le storie. Per questo motivo sono diventato documentarista e sceneggiatore di film lungometraggi. Qualcuno ricorderà "Il vento fa il suo giro" candidato al Premio David di Donatello per la migliore sceneggiatura e "Un giorno devi andare", regia di Giorgio Diritti. Collaboro con Aranciafilm, Graffitidoc e Nefertiti Film per lo sviluppo di progetti, soggetti, sceneggiature e regie. Ho co-fondato "L'Aura", scuola di cinema di Ostana, nel villaggio di fronte al Monviso in cui vivo. Coltivo l’orto a 1350 metri di quota; raccolgo cavoli, zucchine, porri, insalata, bietole, carote. Zucchine, soprattutto.

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