“Le parole del padre” a Canta-Libri – Cantalupa

Agosto 27, 2025

Fredo Valla in dialogo con Daria Capitani, giornalista. 

Domenica, 21 settembre, ore 16, Villa Comunale. 

Accade al vagire del mattino, al canto di ogni alba. Il sole che si leva e in un attimo già inonda il gran vallone, nel profondo: la forra che rumina e s’inghiotte la voce neonata del torrente d’acqua bianca, chiamato a diventare Po. In alto, la luce fa smagliante la grande piramide del Viso, totem roccioso del nordovest. Resta nell’aria il dolore delle cose, si aggira tra le case abbandonate. Ma il mondo è più grande di così, il mondo va sempre un po’ più in là. Lo dicono gli occhi ridenti del padre, socchiusi sul suo giorno. Il padre che al figlio rivolge parole mai dette, mai scritte, scavando memorie. Tesori sepolti, di pietre preziose. Chi è stato tuo padre. Di cosa ha vissuto.
Il mondo è più grande, diceva Fontan, profeta dei popoli: il male si deve scansare, quando si sveglia un certo amore per la libertà. E allora sorgono dall’ombra, le valli addormentate, come l’antico taglialegna di Neruda. Il mondo è grande, il mondo è sterminato. Come il Rio Negro che incontra l’Amazonas, nel regno dei caimani e dei giaguari. “Un giorno devi andare”: bel film, uno dei tanti scritti da papà, che quand’era ragazzo venne reclutato da un francese, sodale di Cousteau, per il quale iniziò a scrivere libri. E giunse l’innamoramento per la cinepresa: la scuola del maestro Ermanno Olmi, poi gli anni di televisione con un altro caposcuola, Pupi Avati…

(da una recensione a “Le parole del padre” di Giorgio Cattaneo)

CHI SONO

Amo sentire raccontare le storie. Per questo motivo sono diventato documentarista e sceneggiatore di film lungometraggi. Qualcuno ricorderà "Il vento fa il suo giro" candidato al Premio David di Donatello per la migliore sceneggiatura e "Un giorno devi andare", regia di Giorgio Diritti. Collaboro con Aranciafilm, Graffitidoc e Nefertiti Film per lo sviluppo di progetti, soggetti, sceneggiature e regie. Ho co-fondato "L'Aura", scuola di cinema di Ostana, nel villaggio di fronte al Monviso in cui vivo. Coltivo l’orto a 1350 metri di quota; raccolgo cavoli, zucchine, porri, insalata, bietole, carote. Zucchine, soprattutto.

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